SENZA CONSENSO E' STUPRO - CONTRO IL GOLPE DI SPUGNA BONGIORNO SULLA VIOLENZA SESSUALE
Senza consenso è stupro. USB Sicilia aderisce alle iniziative del 15 febbraio contro il golpe di spugna Bongiorno sulla violenza sessuale
La USB Sicilia aderisce alle iniziative di mobilitazione lanciate in tantissime città d’Italia per il prossimo 15 febbraio dalla galassia di centri antiviolenza, movimenti, associazioni e realtà politico- sindacali per bloccare l’emendamento sul ddl stupri riscritto dalla senatrice Giulia Bongiorno.
Un vero e proprio golpe di spugna che dalla sera alla mattina ha cancellato dal disegno di legge, già approvato all’unanimità alla Camera lo scorso 19 novembre 2025, il principio di diritto sovranazionale del “consenso libero e attuale” per definire il reato di violenza sessuale (articolo 609 bis del codice penale).
Assistiamo oggi a un vero e proprio recepimento al contrario dell’articolo 36 della Convenzione di Istanbul, fonte sovranazionale che rappresenta la punta di diamante nella lotta contro la violenza di genere: l’emendamento Bongiorno sostituisce, infatti, il principio del consenso col concetto di “volontà contraria” andando a spostare il focus delle responsabilità dall’imputato alla vittima.
Come se già non ci bastassero le sentenze dove si è urlato troppo poco, contava avere o meno i jeans, essere più o meno attraenti o tutti i processi gogna dove si colpevolizza la vittima per il suo comportamento, il suo passato o il suo abbigliamento.
Così formulato, l’emendamento ribalta l’onere della prova a tutto vantaggio dell’aggressore invece che di chi subisce la violenza e crea un deterrente per chi vuole denunciare.
Il mondo del diritto fa passi avanti, la Corte di Cassazione da più di 10 anni supera il modello coercitivo aderendo al principio del consenso ma un emendamento last second riporta improvvisamente indietro le lancette della Storia.
Prosegue nell’era del Governo Meloni l’opera di distruzione dello Stato di diritto, nazionale e internazionale, una devastazione che non risparmia ormai più nessun3 e arriva a passare sopra i corpi delle donne e delle soggettività non binarie, cancellando i loro spazi di libertà e indebolendone le tutele.
L’emendamento non è ancora legge e siamo ancora in tempo per bloccarlo!
Come scrivono le nostre sorelle dei Centri Antiviolenza: “le conquiste in materia di diritti non sono nate solo nelle aule parlamentari, ma anche nelle piazze, nei consultori, nei centri antiviolenza e nelle lotte quotidiane di donne, persone trans e soggettività LGBTQIA+”.
Qui di seguito i presidi siciliani del 15 febbraio, nel trentennale dell’approvazione della legge 66/1996 che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la morale pubblica a delitto contro la persona
Catania: h. 10.30 Piazza Stesicoro
Messina: h. 15.00 Piazza Cairoli
Palermo: h. 11.00 Piazza Verdi
Riempiamo le piazze, agitiamo la lotta dentro i luoghi di lavoro, creiamo un corpo collettivo per fermare questo emendamento reazionario.
USB Sicilia