Gli incendi in Sicilia ai tempi della crisi climatica
Nel 2025, in Sicilia sono bruciati 49mila ettari, oltre la metà dei 94mila andati a fuoco in tutta Italia. In questa regione, come in buona parte d’Italia e degli altri paesi mediterranei, molti roghi hanno solitamente origine dolosa o colposa. Ma temperature elevate, vento caldo e siccità contribuiscono a renderli sempre più minacciosi. Allo stesso tempo, negli ultimi anni, alcune realtà sono nate per cercare di prevenirli e contenerli.
Ne parleremo giovedì 22 ottobre alle 18, nel cortile di Booq, con:
🌱 Stefania D’Ignoti, giornalista freelance e Magma fellow 2025/2026, che parlerà di come siccità e incendi stanno spingendo la comunità arbëreshë di Piana degli Albanesi a lasciare le terre dove si è insediata circa cinque secoli fa, con la perdita di patrimonio culturale che ne consegue.
🌲 Pierluigi Bizzini, giornalista del FADA Collective, che ha raccontato per IrpiMedia le vulnerabilità dei boschi siciliani e i problemi legati alla gestione post-incendio, tra fondi e burocrazia.
🔥 Donato Salvatore La Mela Veca, professore di Selvicoltura e pianificazione forestale e antincendio all’Università di Palermo. Ha studiato la vulnerabilità delle foreste siciliane alla desertificazione e la loro resilienza al cambiamento climatico, oltre ad aver seguito il progetto di ripristino ecologico post-incendio a Monte Pellegrino.
🌿 Fenice Verde, associazione nata a Palermo nel 2023 per contrastare i roghi e promuovere l’applicazione della legge sugli incendi. Attraverso il portale Osservatorioincendi.org ha da poco lanciato l’iniziativa di prevenzione “Segnala un terreno incolto”.
🌳 Collettivo Rewild Sicily, lavora sulla resilienza degli ecosistemi al fuoco attraverso interventi di riforestazione e piantumazione di specie ignifughe.
Nel corso di quest’incontro cercheremo di capire meglio perché gli incendi sono sempre più difficili da gestire, le loro conseguenze e cosa possiamo fare per prevenirli.
📍 Cortile di Booq
📅 Giovedì 22 ottobre, ore 18